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Full text of "Lettere di Rambaldo nob. degli Azzoni Avogaro e canonico primicerio della chiesa di Trevigi al signor abate Francesco Benaglio bibliotecario dell'em. cardinal Colonna di Sciarra"

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PER LE NOZZE 

BEVILACQUA-PASQUALI 



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LETTERE 

DI 

RAMBALDO NOB. DEGLI AZZONI 

AVOGARO 

I 

E CANONICO PRIMICERIO 

DELLA CHIESA DI TREVIGI 

AL SIGNOR ABATE 

FRANCESCO BENAGLIO 

BIBLIOTECARIO DELL EM. CARDINAL COLONNA 
DI SCIARRA 



TREVISO 

FRANCESCO ANDREOLA TIPOGRAFO 
1839 



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ÀLL ECCELLENTISSIMO SIGNOR* 

GIOVANNI DOTTOR PASQUALI 

MEDICO FISICO. 



Le nozze che si celebrano sotto a 
vostri auspicj lieta occasione mi porgono 
di rendervi un pubblico testimonio della 
somma gratitudine che vi debbo per la 
divina arte con tanto singolare maestria, 
e cordiale amicizia a mio vantaggio eser- 
citata. 

A mandare ad effetto questo mio in- 
tendimento imitai t esempio del Collega 
vostro dott. Antonio Agostini, pubblicando 
alcune lettere scritte dal celebrassimo 
canonico Trivigiano Rumba! do degli Az- 
zoni Avogaro. 

Due motivi ni indussero a questa 
scelta. MÌ7*ai primieramente a far cosa 



grata ali animo vostro gentile , offerendo 
argomenti di sempre maggior lode alla 
Patria vostra ; e volli poscia additarvi 
fra la schiera degl illustri vostri concit- 
tadini ( che la grata memoria de po- 
steri con tanto onore ricorda ) il seggio 
che le rare vostre doti vi hanno di già 
apparecchiato. 

Benedica Iddio l unione de vostri 
nipoti ; e voi piacendovi dell opera del 
vostro cuore, aggradite le proteste della 
più viva riconoscenza 

Di Trevigi ai 28 di settembre 1829 

Del vostro off. oòù. Amico 
Giuseppe Sozzi 



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I 



Non so se questa mia lettera la troverà 
più in Roma, e perciò scrivo in consonanza al 
sig. abate Morei. L'autunno qui finisce molto 
tardi , onde tra per la lontananza degli amici , 
tra per un breve mio autunnal giro , non s' è 
potuto prima d'ora sufficientemente concludere 
la cosa della colonia Arcadica. Dico sufficiente- 
mente , perchè dodici soli soggetti cosi all'in- 
fretta ho potuto unire : la contribuzione però 
delli 12 zecchini è in pronto, supplendo io a 
ciò che mancherà , con la riserva sempre degli 
altri 1 3 luoghi , e loro patenti da espedirsi 
senz' altra spesa , come pure quelle della fonda- 
zione , e del vice— custode , secondo che da lei 
fu concertato. I dodici soggetti sono : il sig. 
cavalier Cristoforo di Rbvero , il sig. canonico 
conte Scoti , il sig. conte Alvise o Luigi Scoti , 
il sig. canonico Carlo Bombene, il sig. conte 
Giordano Riccati., il sig. conte Francesco Ric- 
ca ti, il sig. conte Antonio Pola, il sig. canonico 
Rambaldo degli Azzoni Avogari , il sig. Fiora- 
vante degli Azzoni Avogari , tutti nobili. Il sig. 
canonico Luigi Franzoja vicario generale, il P- 



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lettore D. Parisio Bernardi , M. Camald. priore 
di s. Michele di Murano , il sig. abate Sebastia- 
no Marcuzzi. Per questi adunque si dovranno 
espedire le patenti, e il denaro mi commetterà 
ella , ove debbo contarlo. L' impresa saranno 
li due fiumi da lei ricordati ; e il motto di Dan- 
te Dove Sile e Cagnan si accompagna , nomi- 
nandosi la colonia semplicemente Trivigiana. Se 
non è per anche avviata per Parigi , le desidero 
ottimo viaggio, e la prego a tenermi nella sua 
memoria , assicurandola che sono pieno di stima. 

4 

Trivigi 26 novembre iy5i. 



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II 



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L» un pezzo che non le ho scritto della 
nostra colonia, ma varie occupazioni m'hanno 
troppo distratto da essa; ora poi tutti partono 
dalla citta per andarsene a godere la villeggia- 
tura , che in queste parti s' è ornai fatta molto 
frequente e strepitosa: benché la fiera e l'ope- 
ra ne richiamerà buon numero, senza la muta- 
zione del reggimento che dee seguire in questa 
vendemmia. Se le ferie autunnali non intuglias- 
sero di arcadi il bosco parrasio, la pregherei 
alla prima opportunità di procurarmi la spedi- 
zione di quattro patenti , le quali avute potrà 
consegnare al sig. segretario Gabrieli colla so- 
prascritta al nostro sig. canonico Gabrieli a Tre- 
viso, dov'esso le indirizzerà. I nomi de* quattro 
nuovi coloni saranno il sig. Carlo Munsi luc- 
chese , di cui altre volte le ho detto, il sig. Et- 
tore Tron nostro gentiluomo, il sig. abate Se- 
bastiano Foscarini trivigiano , ed il sig. Fran- 
cesco "Renagli o„ che degnamente porta il nome 
di lei, la cui famiglia colle sue qualità grande- 
mente onora. Questi è quel giovine , che per 
qualche giovanile sua leggerezza intraprese , an- 



fhZÓ 



io 

ni fa, il viaggio di Roma, cT onjie poi richia- 
mato dal padre si diede ad una vita del tutto 
virtuosa e letterata. Il sig. conte Giordano Ric- 
cati degno figliuolo del celebre sig. conte Jacopo 
s' è posto ad istruirlo nelle matematiche , nelle 
quali si avanza a gran passi, e tanto della geo- 
metria, quanto dell'analisi intende quanto basta 
a poter da se studiare con profitto i libri più 
difficili , onde dà di se alte speranze. Ha inoltre 
qualche gusto anche per gli ameni studi, ma 
P ingegno suo e '1 costume sono naturalmente 
disposti alle scienze: questo mi è paruto di ac- 
cennarle, pensando che le debba riuscir gratis- 
sima tal notizia. Mi conservi l'amor suo, e mi 
creda a tutte prove. 

Trevigi 29 settembre 1753. 



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Il sìg. Francesco -Tao cugino, che le fa ri- 
verenza , non sa darmi alcuna contezza de' suoi 
maggiori , non avendo carte in sua casa, che 
oltrepassino la metà dello scorso secolo, in cui 
mi dice che furonvi abbrugiate le più vecchie 
per sospetto di contagio. Se mi si farà qualche 
apertura di poter investigarne notizia d'altra 
parte, non trascurerò diligenza per il desiderio 
di servirla , com 1 è mio dovere. Le significo una 
cosa, la quale spero clic debba esserle grata sì 
perchè tale a me riesce, come perchè ridonda 
in decoro e vantaggio della comune nostra pa- 
tria : cioè, dopo non picciola fatica essermi ve- 
nuto fatto di ristorare la capitolar biblioteca, e 
riaprirla a benefizio pubblico dopo quasi tre se- 
coli , eh' era giaciuta. Alcuni pochi testi a pen- 
na , miserabili avanzi della vecchia libreria del 
capitolo, con parecchi altri, che furono già di 
un nostro celebre canonico , eh' è Antonio de' 
Duzzi Fiorentino vivuto nel XV secolo, da me 
fortunatamente ricuperati in questi giorni , le 
danno ornamento ; ed una buona copia di libri 
canonici ed istorici posseduti già dal sig. cano-i 

e 

t 

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la 

nico Ranzati e divenuti di ragione pubblica della 
nostra chiesa, fa che incominci ad aver forma 
di biblioteca, con isperanza che per l'amorevo- 
lezza de' cittadini, e specialmente degli ecclesia- 
stici abbia da crescere di giorno in giorno. L'a- 
more eh' ella ha alle lettere e alla patria le farà 
essere grata questa noverila. Io poi debbo pre- 
garla di cercarmi un passo in M. r Verville, au- 
tore che qui non si trova , la cui opera s' inti- 
tola, per quanto so, molende parvenir, e tras- 
mettermelo copiato; sta il passo, ch'io desidero, 
al cap. 79 , e contiene una piacevole avventura 
del nostro canonico Augurcllo, che presentò a 
Leone X. la crisopeia. Mi perdoni del disturbo e. 
comandimi ella pure con libertà» 

» 

Trivigi li 4 del 1753. 



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i5 

IV 

t 

• 

Lo rendo grazie dell'amorevole attenzione , 
con cui ella mi ha provveduto del giornale : do* 
po di averlo letto, mi risolverò forse a far a* 
cquisto de* tomi precedenti , e ricorrerò di nuo- 
vo alla sua gentilezza per la provvista e per la 
spedizione senz'aggravio, giacché ha la maniera 
e la cortesia di farmi godere questo vantaggio* 
Ha lasciato di vivere qui li 8 del corrente il 
sig. dottor Oliva, dotto e dabbene ecclesiastico 
il quale m' imagino ben conosciuto da lei ; e con 
esso ha avuto fine una degna famiglia di questa 
città. Ha egli il merito di aver qui portato il 
primo , e introdotto lo i studio della lingua ebrai- 
ca , nella quale il Marcuzzi é stato suo allievo. 
Morì quasi impensatamente in età molto fresca, 
e senza pensa rlosi; ciò che riusci in pregiudizio 
della nascente capitolare biblioteca, cui s'era 
più volte dichiarato di voler lasciare i suoi libri , 
che non erano molti, ma ve n'avevano di scelti, 
e in quelle angustie non se ne ricordò. Mi è 
ben avvenuto di lare acquisto per essa di due 
MSS. codici in carta pecora non dispregevoli , 
scritto l'uno l'anno i3i6, e contenente notizie 



,4 

inedite della città nostra , e segnatamente alcuni 
fatti non più veduti di segnalato culto prestato 
al nostro B. Enrico; l'altro intorno al iSif , 
eh* è un capitolare de s consiglieri e del doge di 
Venezia pieno di curiose notizie. Molti pochi 
fenno un assai, dice fra noi il proverbio: così 
non dispero che a poco a poco crescerà questa 
nostra pubblica libreria a decoro e vantaggio co- 
mune. Le scrivo queste cose, perchè so che le 
aggradiscono; e qui riverendola mi confermo. 

Trivigi li 3o di maggio 



Con infinito piacere ho letta l'erudita e 
diligente informazione da lei favoritami dell'opera 
e della persona del P. Fausto: di che la ringra- 
zio sommamente. Questo padre alla molta lettu- 
ra . cognizione e pratica de' monumenti della 
sagr'antichità dee aggiungere un grande coraggio 
per intraprendere un lavoro sì vasto , eh' è an- 
cora di riuscimento dilucile e pericoloso per ab- 
bracciare le istorie di paesi diversi e lontani, 
nel tessere le quali sono sempre inciampati ezian- 
dio gli uomini dotti. Molte città dopo la stampa 
e ristampa dell' Ughello Iranno le sue istorie ec- 
clesiastiche proprie , e altre vi fanno attualmente 
lavorare, come la chiesa di Padova. Senza l'aiu- 
to di questi particolari compilatori, non potreb- 
be mai essere compiuta Y opera e l' idea ughei- 
liana. Il nostro sig. canonico Scoti di onorata 
memoria, oltre le giunte fatte all'edizione ve- 
neta dell' Italia sagra , ne ha lasciato in un gros- 
so volume ampliata, e quasi del tutto rifusa la se- 
rie dei nostri vescovi , corredata eon molto co- 
pioso numero d' inediti documenti , che merite- 
rebbe di essere ritoccata e posta in luce, la 
quale vedrà anche forse un giorno. Inutilmente 
si affaticherebbe il P. Fausto sopra i nostri ve- 



>6 

scovi sen2a aver alle mani questo libro. Io pa- 
ragono questa all'opera degli scrittori italiani 
del sig. conte Mazzucchellì. Nè ciò io dico per- 
chè ne riprovi 1* assunto , ma per indicarne la 
difficoltà , e per conseguenza il maggior pregio 
di una tal fatica ben eseguita. 

Quella soddisfazione ch'ella non ha sentito 
per non irragionevole in se , ma troppo dilicata 
apprensione, dell'impiego del sig. Filippo, spero 
che le recherà la notizia , che debbo recarle 
dell' incontro avuto dal sig» abate suo cugino 
Francesco, il quale per la fretta di dovere im- 
provvisamente partire non ha potuto scriverle di 
pugno , come desiderava, ed ha precisamente in- 
caricato me di adempiere seco lei questo ufficio. 
Egli mediante la fama della molta virtù e dot- 
trina sua, fu ricercato a condizioni onorevoli dal 
sig. Angelo Emo figliuolo del sig. procuratore , 
giovane cavaliere di gran talento ed aspettazione, 
ad andarne seco lui, ch'ù padrone di una nave, 
in Levante senz' altra obbligazione , che di te- 
nergli conversazione qualche ora, trattato nel 
resto e servito con tutu l'attenzione e puli- 
zia^ oltre l'onorario di ducati 100 all'anno. 
Questa è una strada per lui sicura di ottenere 
una cattedra in Padova , e sarà forse quella di 
nautica, ora unita alla filosofia sperimentale. I 
Benagli han sempre fatto onore a TrivigL Sono 
Trevigi a' a Luglio 1756. 



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i» V 




Dell operetta del P. Stay da lei volgariz- 
zata ho scritto all' editore della raccolta , il qua- 
le debbo sperare , che quando mai lo possa , 
vorrà compiacermi. Per il comeuto di Dante, 
lo stampatore vorrebbe, prima di fare la spesa di 
estrarne la copia intendere quanto importerà 
questa copia , e quanti fogli possa occupare di 
carattere Silvio, il che agevolmente si può com- 
putare misurandone una pagina , e consideran- 
done il numero di tutte. Vorrebbesi anche ve- 
derne la spiegazione di qualche passo difficile, 
supponendo che il Landino se ne sia giovato , e 
n' abbia trasfuso il buono ne' suoi comcntari. 
Nondimeno io penso clic sia opera di pregio il 
pubblicarlo originale, e da essere molto gradita 
da* letterati : giacché v' è pure una gran diffe- 
renza dai bere a* fonti , anzi che a' rivoli , e in 
questo secolo singolarmente i documenti auten- 
tici si estimano e si usano con ragione e utili- 
tà non picciola. Ella soffra dunque volentieri 
qualche fastidio per contribuire a questo vantag- 
gio delle lettere, tanto più che il lavoro appar-t 
tiene in qualche modo alla nostra patria. 



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Troverà in questa il capitolo del suo Be- 
naglio , del quale pubblicando ella le rime se- 
parate , lo farà certamente con più decoro e lo- 
de sua e del poeta che non ne verrebbe inse- 
rendolo ne* t ometti calogeriani. Ho letto con 
gran piacere la sua lettera al Bai tri li ; ella si 
mostra anche quivi degna del suo maestro im- 
mortale. La ringrazio delle novelle circa le pro- 
mozioni. Il Camuccio eletto di Capodistria fu 
già decano di Aq ni lei a , e ora di Udine. Stia 
sana. 

Trivigi 5 settembre 1756. 



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